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Abbazie

Abbazia di San Claudio al  Chienti

In fondo a un viale alberato - 266 cipressi a destra e 266 cipressi a sinistra - dove un tempo sorgeva la città romana di Pausulae si erge l’Abbazia di San Claudio al Chienti, del XI sec. e realizzata con materiali di recupero. Essa è caratterizzata da due ambienti sovrapposti e due torri cilindriche con monofore e bifore. La Chiesa inferiore, preceduta da un corpo aperto da un portale, è a pianta quadrata su quattro pilastri e nell’abside si conservano affreschi del 1468 raffiguranti San Claudio e San Rocco. Alla Chiesa superiore, che presenta un bel portale romanico, si può accedere sia attraverso due scalette a chiocciola situate nelle torri della facciata, sia dall’esterno. Nel 1926, durante un restauro, venne scoperta sotto il pavimento davanti all’altare una mummia con i capelli lunghi fino al bacino e uno spadino di 50 cm. Si ritiene appartenga all’Imperatore Ottone III, morto nel 1002, il cui corpo non fece mai ritorno ad Aquisgrana, ma il mistero non è ancora stato risolto.

Abbazia Santa Maria a Piè di Chienti

La Chiesa Santa Maria a Piè di Chienti, detta anche SS. Annunziata poiché ad essa dedicata, sorge sulla sponda sinistra del fiume Chienti, dove vi fu eretta nella prima metà del X sec.da monaci benedettini. Un rimaneggiamento si ebbe nella prima parte del XII sec., quando alla primitiva e umile costruzione si sostituì l’attuale, a tre navate. La chiesa presenta elementi e caratteri architettonici talmente singolari tanto da poter essere collocata tra i monumenti religiosi più interessanti d’Italia. Essa si distingue in due piani sovrapposti, come se fosse costituita da due chiese: una, quella superiore, effettivamente riservata ai monaci; l’altra, quella inferiore, aperta al popolo. La facciata, sobria, è esposta ad ovest, di modo che il fedele entrando sia rivolto verso l’abside, a oriente, dove sorge il sole e simbolicamente verso Cristo. Sebbene a prima vista l’abbazia quasi appaia al visitatore come una semplice chiesa rurale di modeste dimensioni, all’interno di essa si è letteralmente rapiti dalla grandiosità del complesso architettonico, dove ci si può veramente immergere nel sacro e vivere l’infinito.

Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra

L’Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra, costruita nel 1142 da monaci cistercensi provenienti da Milano, è considerata la più importante abbazia di tutto il territorio piceno e rappresenta uno degli esempi più pregevoli e meglio conservati di architettura romanico-cistercense in Italia. La facciata semplice e al contempo invitante, con un portico a tre campate da avancorpo, è abbellita da un gran rosone e da un portale in marmo policromo alternante pilastri e colonne. Entrando si resta estasiati dall’armonia delle linee e degli spazi, nonché dalla grandiosità della struttura, fattori che rendono l’ambiente estremamente suggestivo. La Chiesa, formata da tre navate di cui la principale alta 30 m, è lunga 72 m. Grandiosi sono il Chiostro del XV sec., la Sala Capitolare e il Refettorio sorretto da sette colonne romane con enormi capitelli, prelevati dalla vicina città romana di Urbs Salvia. L’intera struttura dell’Abbazia è protetta da un bosco popolato da molte specie animali e vegetali protette, un’ulteriore conferma dell’armonia che regna nel luogo.

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