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Turismo, serve un salto di qualità

Macerata, 15 marzo 2010 - Nel 2008 sono arrivati in provincia 336.009 turisti, 46.800 dei quali stranieri; in media si sono fermati nella ‘Terra delle armonie” per circa cinque giorni (le presenze sono state, infatti, 1.904.984, 235.058 delle quali riferite agli stranieri). Questo dicono gli ultimi dati, diffusi nei giorni scorsi dall’Istat, rispetto ad un settore che tutti considerano come uno dei volani del presente e futuro sviluppo.

E, in effetti, difficile non puntare sul turismo considerato che i 57 Comuni del Maceratese sono dei veri e propri musei a cielo aperto: bellezze storiche e architettoniche, arte, paesaggio variegato (mare, colline e monti), tipicità gastronomiche, un ambiente a misura d’uomo sono difficili da trovare, tutti insieme, altrove. Ma forse è il caso di fare un salto di qualità: sia per quel che concerne le strutture ricettive, sia nell’organizzazione.

Analizzando i dati Istat, infatti, emergono non poche curiosità. La prima è che nella provincia di Macerata (è cosa nota da anni, ma mai modificata) non esistono alberghi a cinque stelle; la seconda è che la stragrande maggioranza dei turisti sono italiani e per la loro permanenza scelgono soprattutto campeggi e villaggi turistici, oppure alloggi in affitto; la terza, infine, è che negli ultimi anni si sono moltiplicati gli agriturismi e i Bed & Breakfast, oltre ad altre strutture atipiche o, sei si preferisce, nuove. Ma andiamo con ordine.

Per quanto riguarda gli alberghi, in provincia se ne contano 139 (per un totale di 3.926 camere e 7.306 letti): nessuno a cinque stelle, 15 con quattro, 88 con tre, 19 con due e 17 con una; solo due sono di grandi dimensioni (oltre 100 camere), la maggior parte, 96, hanno meno di 25 camere, 41 quelli con un numero di camere tra 25 e 99.

L’albergo è scelto dalla maggior parte dei turisti (208.858) che, però, si fermano - mediamente - non più di tre giorni. Al contrario, i 23.566 turisti che scelgono una casa in affitto restano per 11 giorni, mentre i 43.632 che optano per un campeggio o villaggio turistico si fermano 9 giorni. Più fugace, ma in aumento, la permanenza nei B & B o negli agriturismi, spesso sfruttati nei fine settimana o come transiti nell’ambito di percorsi più lunghi, anche grazie a prezzi ovviamente competitivi rispetto a quelli delle strutture alberghiere.

A parte alberghi e alloggi in affitto, in provincia si contano, 22 villaggi turistici (8.791 letti), 157 agriturismi (2.504), 8 ostelli della gioventù (435 letti), 16 case per ferie (1.249), 5 rifugi alpini (93), 189 B & B (2.358). Una diversificazione senza dubbio positiva, che riesce a soddisfare esigenze anche molto diverse, ma distribuita sul territorio in modo nient’affatto omogeneo.

Serve coordinamento: sul fronte della strutture ricettive e della loro qualità, sull’uso mirato delle risorse, sulle iniziative che spingano ad una permanenza più lunga (evitando anacronistici campanilismi), su prezzi e servizi, sulla politica di promozione, in Italia e all’estero. Tutti sono, e non da adesso, d’accordo. Ma sul piano concreto sono stati fatti solo alcuni piccoli passi: è il caso di accelerare.

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